Riprendo il filo del discorso: nell’ultimo  post ho scritto dell’uso delle mani oggi voglio scrivere sul corsivo.

Da anni nelle scuole si parla di Disturbi Specifici di Apprendimento ( dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia) tutte etichette, spesso pesanti per chi le deve portare.

Di fatto l’unica cosa che emerge con forza è il disagio, a partire dalle prime classi delle elementari, di un tipo di insegnamento mirato al risultato dell’insegnante a finire il programma nei tempi prestabiliti, avere una classe fatta di “bravi” alunni ;  i meno efficienti vengono etichettati, mandati a fare test neurologici o psicologici e vengono richiesti sempre più spesso insegnanti di sostegno per sollevare e facilitare il compito alle maestre oberate da classi troppo numerose.

Non credo che questa prassi sia la migliore e la più efficace.

Nessuno si interroga su quali siano gli effettivi bisogni di ogni singolo  alunno, dei suoi tempi, delle sue qualità e della sua dominanza emisferica.

Perché la qualità di un vero educatore non è inculcare o forzare insegnamenti, bensì, tirarli fuori,  “educere” da ogni singolo la sua predisposizione, le sue caratteristiche peculiari e valorizzarle.

La maggior parte dei bambini di oggi sono emisfero destro dominante:  il che vuol dire che molti hanno qualità più musicali, globali, emotive rispetto allo standard “logico” della nostra scuola; ed è di conseguenza la loro difficoltà a stare nei tempi, il loro sforzo per apprendere diventa pesante e frustrante.

Paul Dennison , pioniere  nel campo della ricerca applicata sul cervello, fondatore dell’Educational Kinesiology e del metodo Brain Gym scrive: “non vi è mai la necessità che un bambino sopporti la vergogna di un fallimento”  (Paul Dennison, Brain Gym, Come scoprire e mantenere per sempre il piacere di imparare, Mediabox94)

Ed è così: vergogna e frustrazione ci irrigidiscono, creano un blocco sia emotivo che fisico innescando un senso di paura e quindi un desiderio di fuga.

Date le premesse mi chiedo se il nostro desiderio di bruciare le tappe, accelerare i tempi, non abbia inserito alle elementari bambini ancora non del tutto pronti alla scolarizzazione.

Ad un corso Paul Dennison disse che secondo lui i pre requisiti per una scolarizzazione nei giusti tempi  sono: “aver compiuto almeno sei anni, sapersi allacciare le scarpe facendo il fiocco alle stringhe ed aver perso il primo dentino” oltre che, naturalmente, per una buona lettura aver acquisito una serie di capacità fisiche quali ritmo, equilibrio e gestione del tempo, programmazione motoria e direzionale, percezione e associazione dei grafemi (simboli) e dei fonemi (suoni), riflessione (parola silenziosa, coordinazione occhio-mano etc.

Non è che, forse, i bambini italiani sono inseriti nelle scuole o troppo precocemente o senza quei pre requisiti grafo motori indispensabili per un apprendimento facile e divertente?

A questo proposito  uno dei  dilemmi più scottanti nella programmazione didattica  sembra essere : quale carattere grafico presentare  per primo? Stampato maiuscolo, stampato minuscolo o corsivo?

Nella scuola italiana si tende, nella maggior parte dei casi,  ad inserire per primo lo stampato maiuscolo  per il motivo che molti esperti  ne consigliano l’uso in caso di bambini con difficoltà grafo motorie nel controllo cioè della sequenza motoria. Ma cosa ne è di chi non ha questa difficoltà? E siamo certi che le difficoltà siano tutte omogenee ed uguali per ogni singolo bambino? Ancora una volta ho l’impressione che si tenda a generalizzare “ le difficoltà” facendo di tutt’un erba un fascio.

A mio parere se fosse inserito subito, per primo, il corsivo, se ne vedrebbero presto i pregi anche al fine di individuare precocemente  gli indicatori di rischio del Disturbo Specifico di Apprendimento.

Il corsivo è fluido, svelto, corre (radice della parola stessa) e riproduce movimenti spontanei del bambino; nell’esecuzione è la sintesi di integrazione di diverse abilità ( motorie, visuo-spaziali, fonologiche, visuo-percettive) di ambiti funzionali diversi e quindi favorisce l’individuazione puntuale e precoce per un percorso personalizzato per ogni alunno.

Il corsivo nel tempo diventa personale e caratterizzante della personalità, non a caso la grafologia studia i singoli segni grafici distintivi per capirne carattere e peculiarità dello scrittore.

Rimando, per ulteriori chiarimenti e approfondimenti su tema,  alla fine dell’articolo con alcuni link sull’argomento oltre ad un video di 8 minuti tratto dalla trasmissione di RAI 1 superquark di Piero Angela per soffermarmi,  invece, sulla mia esperienza personale.

Samuele, incontrato durante le vacanze estive, é un ragazzino di 12 anni brillante e sveglio con ottimi voti e risultati scolastici, si rammarica però di avere una brutta scrittura e di non riuscire a scrivere bene riscontrando difficoltà nello svolgimento dei temi. La sua preoccupazione era come  affrontare la terza media senza questa pesantezza nella scrittura e migliorare oltre alla grafia anche lo svolgimento dei temi.

Gli spiego che esiste un metodo: Brain Gym® inventato proprio per sciogliere questo tipo di blocchi, si tratta di fare una manciata di facili esercizi una o due volte al giorno della durata di pochi minuti  per qualche settimana e i risultati sarebbero stati pressoché assicurati. Samuele, ragazzino molto determinato, mi prende in parola, vuole subito una dimostrazione e mi assicura che li farà.

Ecco la sua scrittura prima degli esercizi

Grafia di Samuele dopo gli esercizi

Samuele dopo qualche mese si dimostra molto più sicuro della sua scrittura ma c’era ancora la preoccupazione per lo svolgimento dei temi che rimanevano l’unica insufficienza. L’esame di terza media si avvicinava e Samuele non riusciva a rassegnarsi ad avere quel “quasi sufficiente” in confronto agli altri 8 o ai 9 in altre discipline. Così abbiamo “aggiustato il tiro” con altri esercizi specifici e personalizzati, sapevo con certezza che Samuele li avrebbe fatti con costanza e perseveranza ed è così che per la fine dell’anno scolastico i suoi voti in italiano scritto sono passati velocemente dal 5/6  alla sufficienza poi al 7, 7 e mezzo/8,   fino al voto dell’esame finale che è stato 8 e mezzo.

Video:  https://www.youtube.com/watch?v=6cVcQuHKws4&feature=youtu.be

Alcuni articoli: http://www.nostrofiglio.it/bambino/bambino-6-14-anni/scuola-primaria/perche-secondo-la-scienza-e-importante-saper-scrivere-in-corsivo

http://salute24.ilsole24ore.com/articles/19435?refresh_ce=1

https://illuminationschool.wordpress.com/2014/11/16/continuiamo-a-scrivere-a-mano/

http://www.pianetamamma.it/il-bambino/nido-asilo-e-scuola/perche-e-importante-scrivere-in-corsivo.html

http://www.vistaconsapevole.com/blog/bambini-e-vista/la-coordinazione-occhio-mano

http://www.eticamente.net/52440/scrivere-a-mano-perche-e-cosi-importante.html

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